Rispetto per tutti

Nel grande puzzle della Storia ogni dettaglio è importante. Lo sono una data, un nome o, come nel caso che segnaliamo, anche un’immagine. Nel numero di marzo 2008 della rivista “Provincia Autonoma” l’articolo intitolato “Per tornare in Sudtirolo” ricorda il 60° anniversario dell’emanazione del decreto con il quale si restituiva la cittadinanza italiana a tutti i sudtirolesi che nel 1939 avevano optato per la Germania. Il testo sottolinea con grande correttezza l’importanza dell’evento; si riscontra invece una decisa incongruenza nella foto che correda il pezzo. Il testo fa ritenere che la foto – un gruppo di persone davanti a un convoglio in sosta – ritragga appunto un gruppo di optanti sudtirolesi al ritorno in patria.






 

 

 

 

 

 

 




Invece sul retro dell’immagine di proprietà del Museo Storico della Guerra di Rovereto, conservata in copia anche dalla Fabbrica del Tempo che ne aveva acquistati i diritti, è riportata la seguente didascalia: “20th June 1945. Bolzano Area, Italy. Train load of italian refugees arrives in Bolzano, the main distribution point for Italy, from Innsbruck, Austria, the collecting point for italian refugees from Germany and Austria” (“20 giugno 1945 […]. Treno carico di ex prigionieri a Bolzano, principale centro di smistamento […] da Germania e Austria”).
Dunque una foto di ex prigionieri di guerra italiani è stata scambiata per un gruppo di optanti sudtirolesi, tagliando addirittura un dettaglio della medesima (cfr. le due foto) che avrebbe palesato immediatamente il contesto errato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



I dettagli, dicevamo, sono importanti. E quello delle Opzioni è un tema su cui l’associazione La Fabbrica del Tempo si è occupata a lungo e in modo approfondito, realizzando il volume “Le lettere aperte. 1939-1943: l’Alto Adige delle Opzioni”, che ripercorre attraverso le lettere scritte all’epoca da e a optanti, non optanti, personaggi del tempo, gente comune ecc., la storia di quegli anni.
La Fabbrica del Tempo ritiene dunque che, fermo restando l’assoluto rispetto e la piena comprensione per le persone coinvolte nella brutta vicenda delle Opzioni, vada allo stesso modo rispettato chi in quei giorni rientrava su vagoni merci provenienti dai campi di concentramento tedeschi o dal servizio di lavoro coatto, facendo tappa proprio a Bolzano ove si trovava il primo centro di accoglienza profughi in territorio italiano. Prendere una loro foto ed attribuirla ad un altro contesto è cosa che si sarebbe dovuta evitare.

La Fabbrica del Tempo