MERANO / MERAN

Mercoledì / Mittwoch

07.02.2018

ore 19.00

Merano Arte / Kunst Meran

via Portici 163 / Laubengasse 163


Testo in tedesco sotto.

“Luoghi del Moderno – Klares Bauen 1920-1950”
L'indagine de “La Fabbrica del Tempo” sull’architettura razionalista diventa internazionale

Nuova tappa per il percorso dedicato al Razionalismo dalla Fabbrica del Tempo, che da anni sta approfondendo il tema dell’architettura del Movimento Moderno, attraverso varie conferenze, ma anche con una mostra e due libri, il primo dedicato nel 2015 all’edilizia privata degli anni Trenta in ambito bolzanino e quello che viene ora presentato, dal significativo titolo “Luoghi del Moderno – Klares Bauen 1920-1950”.
Il nuovo volume, coordinato da Tiziano Rosani assieme a Marina Mascher e Patrick Rina, con la supervisione di Ulrike Kindl, si avvale di contributi in lingua italiana e tedesca di esperti e docenti di atenei italiani ed esteri, per ampliare lo sguardo all’Italia e all’Europa, analizzando le diramazioni e connessioni del Movimento Moderno nelle sue varie declinazioni.

Per presentare l’ultima impresa editoriale, ma solo in ordine cronologico, de “La Fabbrica del Tempo” è in programma un doppio appuntamento: a Bolzano si terrà giovedì 25 gennaio alle ore 18.30 nella Sala centrale al secondo piano di Palazzo Rottenbuch, sede della Soprintendenza ai Beni culturali, in via Armando Diaz 8 mentre a Merano è programmata per mercoledì 7 febbraio alle ore 19.00 presso Merano Arte.

“Luoghi del Moderno” indaga diverse sfaccettature dell’architettura d’ispirazione razionalista, cosi come fu coniugata in molte nazioni europee: le sue origini, il suo sviluppo e gli esiti molteplici, a testimonianza del fatto che il movimento è stato uno dei più rilevanti e densi di conseguenze del secolo scorso. In tal senso l’iniziativa può rappresentare anche un contributo d’idee alla riflessione in corso sull’architettura del Novecento nella realtà altoatesina/sudtirolese.
Il valore delle correnti stilistiche razionaliste viene oggi riconosciuto internazionalmente mentre in diversi Paesi europei ed extraeuropei è in atto un ampio lavoro di riscoperta degli architetti che ne furono protagonisti. E inoltre proprio nella capacita di conservare le tracce del passato e di riflettere su di esso che si riscontra la maturità di un territorio.
L'assenza di una prospettiva storica di lunga durata – è certamente più facile attribuire valore di bene culturale a un edificio risalente ad alcuni secoli fa che a un fabbricato moderno – non giova alla ricezione critica di un tale patrimonio. La sfida attuale risiede proprio nel promuovere una coscienza critica diffusa in particolare nei confronti delle modalità della conservazione e della tutela.
Agevolare e proseguire questo delicato ma importantissimo processo di indagine critica del passato, salvaguardare le testimonianze architettoniche anche per attenzione verso le generazioni che seguiranno: esattamente in quest’ottica si inscrive questa nuova iniziativa de La Fabbrica del Tempo.

I temi del libro

La rivoluzione del movimento moderno in architettura nacque come una fenice dalle ceneri di quell’antica Europa distrutta da quella che viene considerata la catastrofe primigenia del Novecento. Sobrietà, solidità e l’eleganza delle linee chiare: i profeti del razionalismo erano alla ricerca di modelli non solo per disegnare edifici moderni e funzionali, ma anche progettare un futuro migliore. L’estetica delle forme pure e lineari era considerata una sorta di faro luminoso per indicare la via verso una nuova società equa e giusta, la vera meta del sogno razionalista. Costruire nuovi spazi, sia pubblici che privati, all’insegna della chiarezza, per fare crescere un’umanità moralmente forte nella mente e nello spirito, capace di creare un ordine politico e sociale rinnovato fin dalle fondamenta – ecco i programmi di massima dei padri nobili del razionalismo internazionale, Le Corbusier (1887-1965) e Walter Gropius (1883-1969).
Il movimento dovette fare ben presto i conti con le nascenti ideologie di destra e di sinistra. Tutti i regimi totalitari si servirono delle idee funzionali e della bellezza intrinseca dei disegni architettonici a linee chiare, ma né il fascismo né la dittatura sovietica o riuscirono a cancellare il fascino del messaggio profondamente etico del movimento moderno.

Il volume della Fabbrica del Tempo riprende il dibattito sul ruolo del movimento moderno in architettura, ampliandone il discorso verso la dimensione europea del razionalismo, focalizzando però al contempo la discussione con maggior rilievo sul lato locale. Il volume è introdotto dai saggi programmatici sulla definizione di concetti come “funzionalismo” e “razionalismo”, oppure “cultura progettuale”. La parte centrale è dedicata alla rassegna dei movimenti del razionalismo internazionale, con contributi sul Bauhaus tedesco, su Svizzera, Francia e Austria, sull’ex URSS, sui Balcani, sul caso atipico dell’Inghilterra. Particolare attenzione è riservata al fenomeno dell’edilizia popolare degli anni Cinquanta e Sessanta, nata e cresciuta proprio seguendo gli insegnamenti del razionalismo funzionale. Viene posto anche il problema della tutela di quell’immenso patrimonio di “arte povera”. Un passo fuori dall’Europa porta quindi ad Asmara con i piani ed i progetti pensati per la sua pianificazione urbanistica.

A Ulrike Kindl (professoressa emerita presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia) è affidato l’articolo introduttivo del libro: “Luoghi del Moderno – Klares Bauen”; Ute Poerschke (Pennsylvania State University) con “Ringen um Worte, Klärung der Ideen: Rationalismus und Funktionalismus” chiarisce nel suo contributo la terminologia specifica; Federica Dal Falco (Università Roma La Sapienza – Dipartimento di Pianificazione, Design e Tecnologia dell’Architettura) espone “Il design integrale del Razionalismo italiano”, visto come insieme di stili della cultura progettuale romana tra tradizione e modernità; Ulrike Kindl riprende la parola con un testo sul Bauhaus, indubbiamente la maggiore scuola razionalista fra le guerre, intitolato “Modell Bauhaus: Anspruch und Wirklichkeit einer Idee”; Harald Stühlinger (Fachhochschule Nordwestschweiz – Hochschule für Architektur, Bau und Geomatik) che con i tre contributi “Le Corbusier et al. – Der franzosische Beitrag zur architektonischen Moderne”;Das Land der zwei „Modernen“: Funktionalistische Architektur im Österreich der Ersten Republik”  und “Geburtshelfer der Moderne: Der schweizerische Beitrag zur funktionalistischen Architektur” pone particolare accento sugli sviluppi razionalistici in Francia, Austria e Svizzera; Alessandro De Magistris (Politecnico di Milano – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani) indaga le avanguardie e i razionalismi ne “Gli anni Venti in URSS ed Europa centrale”; Angelo Maggi (Università IUAV di Venezia) racconta le “Fragmented visions” del modernismo in Inghilterra e la sua veicolazione attraverso le riviste e l’editoria d’architettura; il team formato da Francesca Calace, Anna Bruna Menghini e Giuseppe Resta (Politecnico di Bari) tratta “Il razionalismo nei Balcani: il problema dell’identità architettonica in una complessa geografia culturale”; Silvia Malcovati (Fachhochschule Potsdam – Studiengang Entwurf und Städtebau) si concentra su “Il Razionalismo italiano e l’architettura della città”; Ute Poerschke (Pennsylvania State University) con il suo secondo contributo “Vom landschaftsorientierten Siedlungsbau zum Zeilenbau: Städtebau in der Weimarer Republik” pone ulteriore attenzione allo sviluppo del Razionalismo tedesco nel primo dopoguerra; Rainer Schützeichel (ETH Eidgenössische Technische Hochschule di Zurigo) sviluppa ulteriormente il tema col testo “Zeile um Zeile: Der Siegeszug einer Typologie im funktionalistischen Siedlungsbau der Zwischenkriegszeit”; Elio Trusiani (Università  degli Studi di Camerino) porta quindi ad esempio “La pianificazione urbanistica di Asmara con relativi piani e progetti dal 1936 al 1941”; Paola Ascione (Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Architettura) ci parla dell’ “Updating e tutela del patrimonio moderno tramite un approccio “responsabile” alla riqualificazione di un quartiere d’autore non vincolato”; si torna infine in terra altoatesina/sudtirolese con il contributo di Waltraud Kofler Engl (Ufficio Beni architettonici e artistici della Provincia Autonoma di Bolzano) “Der Rationalismus und die Stadterweiterung des faschistischen Ventennio in Bozen”.

Ad arricchire il volume, prezioso materiale fotografico e documentario, messo a disposizione innanzitutto dagli autori, quindi da Ufficio Beni architettonici e artistici della Provincia Autonoma di Bolzano, Archivio Storico del Comune di Bolzano, Politecnico di Torino, Archivio privato Franco Tagliarini di Roma, Archivio Miori di Bolzano, dai fotografi Florian Castiglione, Stefan Olah, Stefano Topuntoli e Giovanni Fasanella, addetto culturale dell’ambasciata d’Italia ad Asmara (Eritrea).

Hanno appoggiato il progetto e concesso il logo le seguenti istituzioni: Università Roma La Sapienza – Dipartimento di Pianificazione, Design e Tecnologia dell’Architettura; Fachhochschule Nordwestschweiz – Hochschule für Architektur, Bau und Geomatik; Politecnico di Milano – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani;  Università IUAV di Venezia; Politecnico di Bari; Fachhochschule Potsdam – Studiengang Entwurf und Städtebau; Università  degli Studi di Camerino; Università degli Studi di Napoli Federico II – Dipartimento di Architettura; Ufficio Beni architettonici e artistici della Provincia Autonoma di Bolzano.

La realizzazione del libro “Luoghi del Moderno – Klares Bauen 1920-1950” è stata resa possibile grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione Cultura italiana, della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige; dei Comuni di Bolzano e Merano, della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, nonché dell’albergo alla Torre/Siegler im Thurm e della ditta Martone di Merano e della casa d’aste Bozner Kunstauktionen di Bronzolo.

 

„Luoghi del Moderno – Klares Bauen 1920-1950”:
Eine internationale Recherche über rationalistische Architektur

„La Fabbrica del Tempo/Die Zeitfabrik“ schlägt ein neues Kapitel der Architekturforschung auf. Seit Jahren befasst sich der Südtiroler Kulturverein mit dem Rationalismus, weckt dadurch die Neugierde Architektur- und Geschichtsinteressierter und die Aufmerksamkeit der lokalen Medien. Verschiedene Seminare, eine Ausstellung und eine Buchveröffentlichung sind der Beweis dafür. Das erste Buch wurde 2015 dem privaten rationalistischen Bauwesen im Bozen der 1930er-Jahre gewidmet. Das nun erscheinende trägt den signifikanten Titel „Luoghi del Moderno – Klares Bauen 1920-1950“. Die Entstehung des Bandes wurde von Tiziano Rosani, Marina Mascher und Patrick Rina koordiniert und von Ulrike Kindl wissenschaftlich begleitet. Das Buch beinhaltet Beiträge in italienischer und deutscher Sprache. Der „Fabbrica del Tempo/Zeitfabrik“ ist es gelungen, die Mitarbeit namhafter Fachleute und Dozenten verschiedener italienischer und ausländischer Hochschulen und Universitäten zu gewinnen. Der Band will – ausgehend von der in Südtirol vorhandenen rationalistischen Architektur – den Blick auf Italien und Europa erweitern und analysiert somit die verschiedenen Verzweigungen und Verbindungen der modernen Architektur zwischen 1920 und 1950.

Die Vorstellung dieser neuen Veröffentlichung der „Fabbrica del Tempo/Zeitfabrik“ sieht zwei Termine vor: am Donnerstag, 25. Jänner um 18.30 Uhr im großen Saal im zweiten Stock des Palais Rottenbuch, Abteilung Denkmalpflege, in der Armando-Diaz-Straße Nr. 8 in Bozen und am Mittwoch, 7. Februar um 19.00 Uhr bei Kunst Meran in Meran.

Das Buch „Luoghi del Moderno - Klares Bauen 1920-1950“ beschäftigt sich mit einigen Aspekten des Rationalismus, d.h. der architektonischen Moderne, mit deren Ursprüngen, Entwicklungen und Ausgestaltungen in verschiedenen europäischen Ländern. Es wird gezeigt, dass diese Bewegung eine der relevantesten und wirkungsvollsten des letzten Jahrhunderts war. Das Buch soll auch als Anregung dienen, Südtirols Architekturgeschichte zu reflektieren. Der Wert des architektonischen Rationalismus ist heute weltweit anerkannt. In Europa und einigen außereuropäischen Ländern ist eine fruchtbare Auseinandersetzung mit dem Werk jener Architekten im Gange, die den Baustil der klassischen Moderne geprägt haben. Das Erbe vergangener Zeiten zu bewahren und kritisch zu bewerten ist ein Zeichen geistiger Reife. Das Fehlen einer langfristigen und historischen Perspektive – es ist mit Sicherheit leichter, einem jahrhundertealten Bau den Wert des Kulturguts zuzuschreiben, als einem Gebäude aus jüngerer Zeit – kommt der kritischen Aufnahme eines solchen Erbes nicht zugute. Die aktuelle Herausforderung besteht in der Förderung einer kritischen Blickweise, vor allem in Bezug auf die Schutzmöglichkeiten rationalistischer Architektur. Das Buch ist dem Gebot verpflichtet, sich dem schwierigen Prozess der Auseinandersetzung mit (und der Bewahrung von) baulichen Zeugnissen der Geschichte zu stellen.

Die Themen des Buches

Die moderne Bewegung in der Architektur entstieg gleichsam phönixhaft dem vom Ersten Weltkrieg zerstörten Europa. Sachlichkeit, Beständigkeit, Eleganz kl„Propheten“ des



„Propheten“ des Rationalismus waren auf der Suche nach Entwürfen für funktionelle Gebäude und moderne Städte. Diese Suche diente auch der Gestaltung der Zukunft. Reine, lineare Formen galten als Leuchttürme, die den Weg hin zu einer neuen, gerechten Gesellschaft weisen sollten. Das war das eigentliche Ziel des „rationalistischen Traumes“. Die Väter des internationalen Rationalismus, Le Corbusier (1887-1965) und Walter Gropius (1883-1969), wollten Räume für eine moralisch gefestigte Menschheit schaffen, die in der Lage sein sollte, eine neue politische und soziale Ordnung zu gründen. Die Bewegung geriet sehr bald in den Zangengriff rechter und linker Ideologien. Totalitäre Herrschaftssysteme bedienten sich der funktionellen Ideen und der inhärenten Schönheit architektonischer Entwürfe mit klaren Linien. Weder der Faschismus noch der Sowjetkommunismus konnten aber die nachgerade ethische Botschaft der modernen Architekturbewegung auslöschen.

Das Buch „Luoghi del Moderno – Klare Linien“ greift die Debatte über die Rolle der Moderne in der Architektur auf. Es beleuchtet sowohl die europäische Dimension des Rationalismus als auch die Südtiroler Besonderheiten. Der Band wird von den programmatischen Fachbeiträgen über die Definition von „Funktionalismus”, „Rationalismus” und „Projektkultur“ eingeleitet. Der Hauptteil des Bandes ist gewissermaßen einem europäischen Rationalismus-Panorama gewidmet, umfasst Beiträge über Deutschland, Frankreich, Österreich und die Schweiz, behandelt aber auch die Situation in der ehemaligen Sowjetunion, in den Balkanländern und jene in der einstigen italienischen Kolonie Eritrea, deren Hauptstadt Asmara italienischen Architekten als „Versuchslabor“ für Bauvorhaben diente. Auch der atypische Fall der architektonischen Moderne Englands wird im Buch thematisiert. Besondere Aufmerksamkeit wird dem Phänomen des sozialen Bauwesens in den Fünfziger und Sechziger Jahren des 20. Jahrhunderts gewidmet, welches im Geiste des funktionellen Rationalismus entstand. Das Buch setzt sich auch mit der Unterschutzstellung der „Arte povera“ auseinander.

Ulrike Kindl (Em. Prof. Università Ca’ Foscari Venedig) eröffnet mit ihrem Essay „Luoghi del Moderno – Klares Bauen“ den Reigen der Beiträge; Ute Poerschke (Pennsylvania State University) erklärt in ihrem Aufsatz mit dem Titel „Ringen um Worte, Klärung der Ideen: Rationalismus und Funktionalismus“ die Fachterminologie; Federica Dal Falco (Università Roma La Sapienza – Fachbereich Planung, Design, Technologie in der Architektur) beschreibt „Il design integrale del Razionalismo italiano“, gesehen als Gesamtheit der Stile der römischen Projektkultur zwischen Tradition und Moderne; Ulrike Kindl beschäftigt sich auch mit dem Bauhaus, der zweifellos bedeutendsten Schule der architektonischen Moderne („Modell Bauhaus: Anspruch und Wirklichkeit einer Idee“);Harald Stühlinger (Fachhochschule Nordwestschweiz – Hochschule für Architektur, Bau und Geomatik) unterstreicht mit seinen drei Beiträgen „Le Corbusier et al. – Der französische Beitrag zur architektonischen Moderne“,Das Land der zwei „Modernen“: Funktionalistische Architektur im Österreich der Ersten Republik“ und „Geburtshelfer der Moderne: Der schweizerische Beitrag zur funktionalistischen Architektur“ die Entwicklung und Entfaltung des Rationalismus in Frankreich, Österreich und der Schweiz; Alessandro De Magistris (Politecnico di Milano – Fachbereich Architektur und Städtebau) untersucht die sowjetrussische Avantgarde in seinem Essay „Gli anni Venti in URSS ed Europa centrale“; Angelo Maggi (Università IUAV di Venezia) schildert die „Fragmented visions“ des Modernismus in England und dessen Vermittlung durch Zeitschriften und Verlage; Francesca Calace, Anna Bruna Menghini und Giuseppe Resta (Politecnico di Bari) behandeln in einem gemeinsamen Beitrag den Rationalismus auf dem Balkan („Il razionalismo nei Balcani: il problema dell’identità architettonica in una complessa geografia culturale“); Silvia Malcovati (Fachhochschule Potsdam – Studiengang Entwurf und Städtebau) konzentriert sich auf  „Il Razionalismo italiano e l’architettura della città“; Ute Poerschke (Pennsylvania State University) legt mit ihrem zweiten Beitrag „Vom landschaftsorientierten Siedlungsbau zum Zeilenbau: Städtebau in der Weimarer Republik“ das Augenmerk auf die deutsche Urbanistik nach dem Ersten Weltkrieg;Rainer Schützeichel (ETH Eidgenössische Technische Hochschule Zürich) erweitert das Thema mit seinem Essay „Zeile um Zeile: Der Siegeszug einer Typologie im funktionalistischen Siedlungsbau der Zwischenkriegszeit“;Elio Trusiani (Università degli Studi di Camerino) blickt auf die ehemalige italienische Kolonie Eritrea („La pianificazione urbanistica di Asmara con relativi piani e progetti dal 1936 al 1941“); Paola Ascione (Università degli Studi di Napoli Federico II – Fachbereich Architektur) berichtet über „Updating e tutela del patrimonio moderno tramite un approccio “responsabile” alla riqualificazione di un quartiere d’autore non vincolato“.Waltraud Kofler Engl, Direktorin des Amtes für Bau- und Kunstdenkmäler des Landes Südtirol, beschreibt abschließend den politisch aufgeladenen Rationalismus in Bozen („Der Rationalismus und die Stadterweiterung des faschistischen Ventennio in Bozen“).

Bereichert wird das Buch durch Foto- und Archivmaterial, das von den Autorinnen und Autoren, vom Amt für Bau- und Kunstdenkmäler der Autonomen Provinz Bozen-Südtirol, vom Stadtarchiv Bozen, dem Politecnico in Turin, dem Privatarchiv Franco Tagliarini in Rom, dem Archiv Miori in Bozen, den Fotografen Florian Castiglione, Stefan Olah, Stefano Topuntoli und Giovanni Fasanella, dem Kulturattaché der Italienischen Botschaft in  Asmara, zur Verfügung gestellt wurde.

Folgende Institutionen haben das Projekt unterstützt:Università Roma La Sapienza – Fachbereich Planung, Design, Technologie in der Architektur; Fachhochschule Nordwestschweiz – Hochschule für Architektur, Bau und Geomatik; Politecnico di Milano – Fachbereich Architektur und Städtebau;  Università IUAV di Venezia; Politecnico di Bari; Fachhochschule Potsdam – Studiengang Entwurf und Städtebau; Università  degli Studi di Camerino; Università degli Studi di Napoli Federico II Fachbereich Architektur; Amt für Bau- und Kunstdenkmäler, Autonome Provinz Bozen-Südtirol;

Die Verwirklichung des Buches „Luoghi del Moderno – Klares Bauen 1920-1950” wurde ermöglicht dank der Unterstützung der Autonomen Provinz Bozen – Abteilung Italienische Kultur, der Autonomen Region Trentino-Südtirol; der Stadtgemeinden Bozen und Meran, der Stiftung Südtiroler Sparkasse, und des Hotels Siegler im Thurm in Untermais und der Firma Martone, Meran und Bozner Kunstauktionen, Branzoll.




 




 

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