Sigmundsherberg 1915-1918

Storie di prigionia - Italiener in Kriegsgefangenschaft

 

Con il "progetto Sigmundsherberg 1915-1918" La Fabbrica del Tempo ha inteso affrontare il centenario della Prima guerra mondiale da una prospettiva solitamente poco frequentata: quella di chi, a seguito degli avvenimenti bellici, fu costretto alla detenzione nei campi di prigionia. Trattando del campo di Sigmundsherberg, il maggiore tra quelli destinati ai prigionieri italiani nell’ambito dell’Impero austro-ungarico, si è volutamente optato per una tematica che vada oltre il mero ambito altoatesino/sudtirolese e sia in grado di intrecciare luoghi lontani e coinvolgere studiosi di diversa provenienza. Tuttavia l'Alto Adige è ben presente anche in questo progetto poiché alcuni prigionieri tentarono la fuga e furono ripresi proprio qui, a Bolzano e Merano. Ne è emerso un quadro particolarmente stimolante che ha prodotto da un lato l’approfondimento storico raccolto nel libro "Sigmundsherberg 1915-1918. Storie di prigionia – Italiener in Kriegsgefangenschaft" e la pubblicazione in esso di molte immagini inedite, dall’altro la realizzazione del film-cortometraggio "La Scintilla", curato dal regista Giuseppe Zampella, che affronta il tema da un punto di vista diverso, visivo, narrativo e di forte impatto emozionale. Infine è stato possibile il recupero di un violino che fu costruito proprio nel campo di Sigmundsherberg e che verrà suonato in occasione della presentazione del progetto.
Sigmundsherberg è un piccolo comune della Bassa Austria; poco più di millecinquecento anime nel distretto di Horn. Oggi a ricordo del campo a Sigmundsherberg vi è un cimitero militare dove riposano circa 2.400 soldati, in larghissima parte italiani.
Il “progetto Sigmundsherberg” de La Fabbrica del Tempo sarà presentato al pubblico e alla stampa mercoledì 22 novembre alle ore 18.30 presso l’Istituto per l'Educazione Musicale "Antonio Vivaldi" di Bolzano, in piazza Parrocchia 19
Il progetto è stato coordinato da Barbara Ricci, Maurizio Pacchiani e Fabrizio Miori.

l film "La Scintilla" (era il nome di un giornale che circolava nel lager) nasce dalla volontà di rievocare la storia del campo di Sigmundhersberg attraverso una narrazione cinematografica che dia spazio alla testimonianza storica, ma anche e soprattutto al racconto, di forte impatto emozionale. Grazie allo studio del materiale di repertorio, frutto anche della ricerca compiuta da La Fabbrica del Tempo, è stato possibile scrivere la sceneggiatura di un cortometraggio drammatico; le fotografie, le lettere dei prigionieri ai familiari, le opere di artisti che hanno affrontato la reclusione aggrappandosi ai loro talenti, sono stati strumento di ispirazione per creare questo dramma di finzione.
La vicenda, ambientata nei primi anni Trenta, tratta dell’incontro fra due ex prigionieri del campo di Sigmundsherberg a otto anni di distanza dalla fine della Prima guerra mondiale.
Si tratta di fatto di due personaggi che assurgono ad archetipi di un conflitto universale e più che mai attuale: la natura contraddittoria del progresso, diviso fra l’importanza di ricordare il passato e l’esigenza di cancellarlo in favore dell’evoluzione sociale.
La serata di presentazione del progetto sarà caratterizzata anche da dialoghi virtuali, animazioni, immagini e musica, anche dell’epoca. È prevista la presenza di un violinista e di un pianista (rispettivamente il Maestro Marco Bronzi, docente presso il Conservatorio “Claudio Monteverdi” di Bolzano e il Maestro Giulio Garbin, docente presso l’Istituto Vivaldi) che commenteranno con l’ausilio delle note (brani di Wallace, Mascagni, Bizet, Wagner, Linke,Jay Jessel, Fritz Kreisler e Strauss, a ricordare la Lagerkapelle di Sigmundsherberg) le immagini del campo. Il violino che sarà suonato dal maestro Bronzi è uno strumento originale costruito nel campo di Sigmundsherberg.

Ma veniamo al volume de La Fabbrica del Tempo intitolato “Sigmundsherberg 1915-1918. Storie di prigionia/Italiener in Kriegsgefangenschaft”. Dopo una introduzione generale sul problema degli internati italiani durante la Prima guerra mondiale e sul loro successivo ritorno in patria, esso presenta una ricerca documentaria e testimoniale sul campo e sulle condizioni dei prigionieri. Indaga inoltre, anche dal punto di vista dei custodi austro-ungarici, la gestione del campo e le relazioni tra italiani e tedeschi, tra ufficiali e soldati di truppa.
È stato contattato per questo progetto lo studioso austriaco più significativo sul campo di Sigmundsherberg, autore di una accurata monografia.
Oggi soltanto il cimitero del campo, alcuni magazzini e il raccordo ferroviario rimangono a memoria di quello che fu un enorme lager durante la Prima guerra mondiale. A cura del comune di Sigmundsherberg un sentiero commemorativo «dalla prigionia alla pace», allestito nel 2015 attraverso il territorio allora occupato dal campo di prigionia, fornisce ai visitatori un'idea di quanto fosse grande il lager e come apparisse.
Il volume si apre con interventi di Giovanna Procacci, una dei massimi esperti italiani dell’argomento (“I prigionieri italiani in Austria e in Germania durante la prima guerra mondiale”) e di Fabio Montella (“Il ritorno in patria dei militari italiani liberati dal nemico alla fine della Grande Guerra”).
Seguono i contributi di Rudolf Koch (“Kriegsgefangener Sigmundsherberg”), Carlo Perucchetti (“La musica e il teatro nel lager di Sigmundsherberg”), Maurizio Pacchiani (“I romanzi della fuga. Jemma e Locatelli”) e Fabrizio Miori (“Giovanni Spieler, ufficiale imperialregio e cavaliere del Regno”, a cui fanno seguito “Gli album fotografici del capitano Spieler”).
Nel suo saggio il musicologo Carlo Perucchetti illustra come nel lager si facessero anche musica e teatro. Il capitolo di Maurizio Pacchiani "I romanzi della fuga" fa riferimento invece a due celebri evasi da Sigmundsherberg, il tenente Enzo Jemma e il capitano Antonio Locatelli, autori rispettivamente de "La bella avventura. Storia di un’evasione" e de "Le ali del prigioniero".
Moltissime le foto inedite nel capitolo "Gli album del capitano Spieler”, curato da Fabrizio Miori. Spieler fu per un certo periodo tra i responsabili di Sigmundsherberg; una parte delle foto è dedicata alla vita e agli accadimenti quotidiani, l'altra ha carattere più personale.
La Fabbrica del Tempo si ripresenta al pubblico di Bolzano con un tridente di proposte storiche.

SIGMUNDSHERBERG

Mit dem Projekt "Sigmundsherberg 1915-1918” will der Kulturverein La Fabbrica del Tempo/Die Zeitfabrik die Geschichte des Ersten Weltkrieges aus einem ungewohnten Blickwinkel betrachten - aus jenem der italienischen Kriegsgefangenen in Österreich. Die Tatsache, dass Sigmundsherberg das größte den Italienern vorbehaltene Lager der Donaumonarchie war, hat den Verein dazu veranlasst, bewusst ein Thema aufzugreifen, das weit über den Südtiroler Bereich hinausgeht und in der Lage ist, voneinander entfernte Ortschaften zu verbinden und Wissenschaftler verschiedener Herkunft miteinzubeziehen. Dennoch ist Südtirol sehr wohl auch in diesem Projekt präsent, da einige Gefangene nach ihrer Flucht ausgerechnet in Bozen und Meran gefasst wurden.
Das Buch "Sigmundsherberg 1915-1918. Storie di prigionia – Italiener in Kriegsgefangenschaft" erzählt die Geschichte der Kriegsgefangenen und umfasst eine bislang unveröffentlichte Fotodokumentation. Für die Zeitfabrik/Fabbrica del Tempo hat der Regisseur Giuseppe Zampella zudem den Kurzfilm "La Scintilla" gedreht, der das Thema auf sehr emotionale Weise aufgreift. Zusätzlich ist es gelungen, eine im Lager Sigmundsherberg hergestellte Violine zu erhalten, auf der während der Filmvorführung gespielt wird. Sigmundsherberg ist eine 1500-Seelen-Gemeinde im niederösterreichischen Bezirk Horn. Heute befindet sich dort, zur Erinnerung an das Lager Sigmundsherberg, ein Militärfriedhof, wo rund 2.400 Soldaten ruhen - hauptsächlich Italiener. Das Buch- und Filmprojekt "Sigmundsherberg 1915-1918" der Fabbrica del Tempo/Zeitfabrik wird dem Publikum und den Medien am Mittwoch, 22. November um 18.30 Uhr im Musikinstitut "Antonio Vivaldi" in Bozen, Pfarrplatz 19, vorgestellt. Koordiniert wurde es von Barbara Ricci, Maurizio Pacchiani und Fabrizio Miori.
Kurzfilm “La Scintilla”: Der Titel rührt vom Namen einer Gefangenenzeitung, die im Lager erschien. Dank der akkuraten Forschungsarbeit, auch der Fabbrica del Tempo/Die Zeitfabrik, konnte ein Drehbuch zu einem Kurzfilm geschrieben werden; die Fotos, die von den Gefangenen geschriebenen Briefe an die Familien, die Werke der Künstler, die sich während ihrer Gefangenschaft an ihr Talent klammerten, waren die Inspirationsquelle für den Film. Die in den frühen 1930er-Jahren spielende Geschichte erzählt von einer Begegnung zwischen zwei ehemaligen Gefangenen des Lagers Sigmundsherberg, acht Jahre nach dem Ende des Ersten Weltkrieges.
Die Projektvorstellung sieht auch virtuelle Dialoge, Animationen, Fotos und Musik, auch aus jener Epoche, vor. Der Violinist Marco Bronzi, Dozent am Konservatorium “Claudio Monteverdi” in Bozen und der Pianist Giulio Garbin, Dozent am Institut Vivaldi, kommentieren mithilfe der Musik (Werke von Wallace, Mascagni, Bizet, Wagner, Linke, Jay Jessel, Fritz Kreisler und Strauss, zur Erinnerung an die Lagerkapelle von Sigmundsherberg) die Bilder aus dem Lager.
Das Buch “Sigmundsherberg 1915-1918. Storie di prigionia/Italiener in Kriegsgefangenschaft” des Kulturvereins La Fabbrica del Tempo/Die Zeitfabrik: Nach einer Einleitung, die sich mit dem generellen Problem der italienischen Inhaftierten während des Ersten Weltkrieges und ihrer anschließenden Rückkehr in die Heimat beschäftigt, bringt das Buch eine dokumentarische Untersuchung und Zeugenberichte aus dem Lager und die Zustände der Gefangenen. Es erforscht, auch aus der Sicht der österreichisch-ungarischen Wärter, die Führung des Lagers und die Beziehungen zwischen Italienern und Österreichern, zwischen Offizieren und Soldaten der Truppe. Rudolf Koch, einer der profiliertesten Kenner der Lagereschichte, konnte als Autor gewonnen werden. Heute erinnern nur noch der Friedhof des Lagers, einige Lagerräume und der Bahnanschluss an jenes große Lager während des Ersten Weltkrieges. 2015 hat die Gemeinde Sigmundsherberg den Gedächtnisweg „Von der Gefangenschaft zum Frieden” auf dem Gebiet des damaligen Gefängnislagers angelegt. Besucher erhalten dadurch einen Einblick in die Größe und Beschaffenheit desselben. Das Buch wird durch Beiträge von Giovanna Procacci und Fabio Montella eröffnet, die das Thema der italienischen Gefangenen in Österreich und Deutschland während des Ersten Weltkrieges und die Rückkehr und Befreiung der italienischen Soldaten am Ende des Krieges aufgreifen. Es folgen Beiträge von Rudolf Koch (“Kriegsgefangenenlager Sigmundsherberg”), Carlo Perucchetti (“La musica e il teatro nel lager di Sigmundsherberg”), Maurizio Pacchiani (“I romanzi della fuga. Jemma e Locatelli”) und Fabrizio Miori (“Giovanni Spieler, ufficiale imperialregio e cavaliere del Regno”. Letzterer hat auch die Fotoalben eines österreichischen Offiziers ausgewertet (“Gli album fotografici del capitano Spieler”). Die aussagekräftigsten Lichtbilder werden im Buch präsentiert.
Die Fabbrica del Tempo/Zeitfabrik präsentiert Südtirols Geschichtsinteressierten einmal mehr ein spannendes historisches Dokument.

Mercoledi/Mittwoch

22.11.2017

ore 18.30 Uhr

Istituto per L'Educazione Musicale "Antonio Vivaldi",
Bolzano/Bozen
Piazza Parrocchia/Pfarrplatz 19
.00


 




 

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